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Scritto Da Felice Moro il giorno 08 Jan 2009

http://www.felicemoro.com/breve-storia-della-comunicazione/

L’articolo è incentrato sulla storia, struttura e funzioni della Comunicazione. La comunicazione è una relazione che si stabilisce tra due o più … (Clicca sul titolo per continuare a leggere l’articolo)

 
Scritto Da Felice Moro il giorno 11 Apr 2015

Recensioni di Dr. Giorgio Piras sul libro “Fiori di Campo” pubblicate, rispettivamente, a Marzo 2015 nel settimanale diocesano di Oristano “L’Arborense” e nel settimanale diocesano di Cagliari “Il Portico” N° 15 del 12 Aprile 2015.

Scritto in: Libri
Scritto Da Felice Moro il giorno 08 Jan 2015

“FIORI DI CAMPO” è una raccolta che comprende 86 poesie amatoriali. Alcune di esse trattano lo stesso argomento o tematiche affini, ma in realtà esse sono tutte diverse, come diversi sono i fiori di campo per forma, colore e profumo. Ciascuna ha la sua individualità perché è frutto di un’intuizione originale sempre diversa. Molte sono scritte in sardo, altre in italiano, senza differenze sostanziali nell’efficacia concettuale. Si ritiene che non sia il mezzo espressivo a fare la differenza nei contenuti. Nella poesia ciò che conta è l’originalità dell’intuizione e l’afflato poetico che ciascuna unità sprigiona da sé. Le composizioni scritte in in sardo vogliono dimostrare che questa lingua, pur avendo un universo linguistico minoritario, nella funzione poetica possiede ancora un grande potenziale espressivo, rappresentativo ed evocativo da trasmettere, non inferiore a quello di qualsiasi altra lingua moderna. Questo lo sanno bene tutti quei sardi che non hanno perso il gusto di comunicare i dati dell’esperienza e di cantare i valori della vita nella lingua della loro terra natia, il più grande valore identitario della millenaria cultura dell’antica Sardegna.

Scritto Da Felice Moro il giorno 18 Jul 2013

Le radici cristiane dell’Europa hanno temprato i fattori fondamentali, storici, religiosi, politici e culturali, dei popoli europei. Il nome “Europa” e il suo significato geografico e antropologico deriva dai Greci che diedero al Continente anche il primo sostrato culturale. Le successive stratificazioni culturali sono state l’eredità cristiana, quella latina e quella dell’epoca moderna. Per cercare di comprendere l’importanza e il significato dell’identità dell’Europa, bisogna confrontare la sua realtà con quelle realtà che ne rappresentano i modelli opposti. Una prima opposizione al modello paradigmatico della realtà europea è rappresentata dall’Islam, dove la separazione tra fede e legge, tra religione e diritto tribale, non è mai avvenuta e che non è effettuabile senza che si ritocchi la sua essenza. Su questo punto, invece, la sintesi cristiana distingue tra fede e diritto e dà un ampio margine di esercizio alla razionalità. Altre forze che si oppongono al modello storico dell’Europa sono i modelli totalitari, di destra e di sinistra, nazismo e marxismo. Anche le società moderne occidentali negli ultimi tempi hanno alimentato ideologie funeste. In esse la relativa indipendenza della ragione ha portato alla sua totale emancipazione, a non riconoscere più limiti alla sua presuntuosa sicurezza e con ciò tagliando i ponti con le sue origini e separandosi dalle sue radici. Il modello prevalente risulta quello positivistico che ha, come ultimo criterio valido, quello della razionalità scientifico-sperimentale. Ma allora l’intero ambito dei valori, di ciò che sta “al di sopra di noi” viene a cadere nello spazio che sta “al di sotto di noi”, cioè sulle forze meccaniche della natura che sono sempre disponibili per l’analisi sperimentale. Nella dimensione scientifica, Dio non viene rifiutato, ma semplicemente confinato nell’ambito della cose private. La moderna cultura europea, sotto la spinta dei valori cristiani, ha attuato i suoi valori laici, sociali e religiosi, che la caratterizzano con la separazione tra Stato e Chiesa, la libertà di coscienza, i diritti umani e la responsabilità individuale nell’uso della ragione.

Scritto Da Felice Moro il giorno 02 May 2013

L’Autore (il Pontefice Benedetto XVI) afferma che oggi ci sono molti motivi validi per stare dentro la Chiesa, anche se non mancano gli oppositori che, per motivi vari, adducono ragioni opposte per starne fuori. Valutando i pro e i contro, egli sceglie di stare dentro la Chiesa. Anche tenendo conto di eventuali errori che alcuni dei suoi uomini hanno potuto commettere nel corso della sua storia bimillenaria, egli sceglie di stare nella Chiesa. La nostra Chiesa è infatti la Sua (di Gesù) Chiesa, dove io posso stare vicino a Lui e con Lui. Non si può accettare Gesù rifiutando la Sua Chiesa. E’ nella Chiesa che l’uomo ritrova e corrobora la sua fede, attraverso la quale egli percepisce la mistica presenza viva del Signore nella silenziosa voce della sua coscienza e nei momenti della prova e delle sue maggiori responsabilità della vita.

Scritto Da Felice Moro il giorno 22 Apr 2013

Questo saggio comprende due testi di teologia del Pontefice Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) sui due articoli della professione di fede: “La discesa agli inferi” e “L’ascensione al cielo” di Gesù, contenuti nel “Credo simbolo apostolico”.

Scritto Da Felice Moro il giorno 03 Mar 2013

Il saggio riepiloga il lungo percorso di emancipazione della donna nel tempo. Nell’antichità era sempre soggetta ad un maschio di turno, padre o marito che fosse. Essa curava la casa, procreava e allevava i figli. Ha incominciato a reclamare i suoi diritti alla fine dell’Ottocento. Le prime rivendicazioni importanti risalgono al periodo della Rivoluzione Industriale, quando le donne incominciarono a chiedere i loro diritti alle istituzioni e ai datori di lavoro . Nel 1921 viene stabilita la data dell’8 Marzo come la Giornata Internazionale della Donna. In Italia l’emancipazione della donna incomincia nel 1946 con la concessione del suffragio universale femminile. Oggi i diritti fondamentali della donna sono garantiti dalla Costituzione Repubblicana. Attualmente le donne, non solo italiane, ma di tutte le società occidentali, godono della parità dei diritti con i maschi e hanno libero accesso agli uffici e alle carriere nella Pubblica Amministrazione e nei servizi.

Scritto Da Felice Moro il giorno 15 Nov 2011

Questa poesia condensa il messaggio augurale che Felice Moro rivolge al Vescovo di Nuoro Pietro Meloni. L’occasione è quella in cui l’amico e fedale, dopo vent’anni di missione vescovile nel Capoluogo barbaricino, lascia l’incarico per raggiunti limiti di età e fa ritorno tra la sua gente nell’amata città di Sassari.

Scritto in: Poesie
Scritto Da Felice Moro il giorno 10 Oct 2011

Il testo riporta la recensione fatta dal giornalista Dr. Pietro Picciau nel giornale “L’Unione Sarda” (pagina di Cultura) del 29 Settembre 2011.

Scritto Da Felice Moro il giorno 09 Aug 2011

Il presente articolo é attinto dalla recensione al libro “La Sardegna nel Tempo” di Felice Moro fatta dal Prof. Alberto Caocci e pubblicata dal settimanale diocesano “L’Ortobene” di Nuoro in data 10 Aprile 2011.

Scritto in: Libri
Scritto Da Felice Moro il giorno 09 Aug 2011

L’articolo qui riportato è tratto dalla recensione al libro “La Sardegna nel Tempo” di Felice Moro fatta dal Dottor Giorgio Piras sul settimanale diocesano L’Arborense di Oristano nel suo ultimo numero del mese di luglio 2011 e riguarda la presentazione dell’opera a Tiana avvenuta il 09.07.11.