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Scritto Da Felice Moro il giorno 08 Gen 2009

http://www.felicemoro.com/breve-storia-della-comunicazione/

L’articolo è incentrato sulla storia, struttura e funzioni della Comunicazione. La comunicazione è una relazione che si stabilisce tra due o più … (Clicca sul titolo per continuare a leggere l’articolo)

 
Scritto Da Felice Moro il giorno 18 Gen 2020

Cristianesimo e Filosofia Moderna è un saggio che cerca di enucleare i rapporti fondamentali tra la religione cristiana e l’attività teoretica della mente umana. Attua la sintesi della filosofia con la Religione, con la Rivelazione e con la sincerità della ricerca.

Scritto Da Felice Moro il giorno 31 Dic 2019

La trama Elisa Giacone è il titolo di un romanzo del Professor Giovanni Azara. Il titolo riporta il nome della protagonista femminile dell’opera. Elisa è l’unica nipote ed erede di Elio Giacone che, dalla condizione del piccolo commerciante per sopravvivere, ha percorso una lunga strada ascendente di rapido successo  economico, passando dal commercio del carbone […]

Scritto Da Felice Moro il giorno 07 Dic 2019

“Perché la Filosofia” è un saggio di filosofia moderna di Prof. Armando Rigobello. L’Autore fa un compendio critico della storia della filosofia, dall’età greca classica con Socrate, Platone e Aristotele, all’Illuminismo di Spinoza, all’Idealismo romantico di Hegel, all’Esistenzialismo di Heidegger, al Personalismo di Mounier. S tratta di un’opera molto interessante che offre un quadro retrospettivo, chiaro e sintetico delle scienze filosofiche. Un manuale di consultazione, un promemoria che, chiunque abbia interesse alla conoscenza e all’aggiornamento culturale, dovrebbe avere a portata di mano.

Scritto Da Felice Moro il giorno 15 Set 2018

Il libro contiene insieme la storia di Tiana e quella della Sardegna, la prima contestualizzata nella seconda perché le due storie sono complementari. La storia del paese è inquadrata in una cornice storica più ampia, isolana, nazionale e internazionale delle quali è un’emanazione e un tassello: Cartagine, Roma, Bisanzio, Genova e Pisa, il Regno d’Aragona, il Regno di Spagna, la Monarchia Sabauda, lo Stato Italiano. Per oltre 2000 anni l’Isola e le sue comunità hanno, subito di volta in volta, l’influenza degli stati dominanti che, nel bene e nel male, hanno trasmesso la loro eredità materiale, spirituale, linguistica e culturale. Così più culture hanno contribuito ad arricchire l’antica civiltà nuragica che, aprendosi ai contributi che venivano da fuori e integrando gli stessi nelle mappe etniche della propria tradizione originale, hanno plasmato la lingua e l’identità dei sardi. Chi legge il libro, mentre apprende la storia del paese, conosce o rivede l’intera storia dell’Isola, con più ampia visione culturale e con risparmio di tempo e di fatica.

Scritto in: Libri
Scritto Da Felice Moro il giorno 08 Ott 2017

Pallido Autunno è un romanzo autobiografico il cui protagonista, Femio Coro, è un giovanissimo contadino-pastore sardo che abbandona i campi e l’ovile per intraprendere gli studi, anche se in tarda età. Si diploma e intraprende la carriera dell’insegnante, affrontando tante peripezie e incontrando tante difficoltà. Ma supera ogni ostacolo e raggiunge il suo obiettivo in maniera brillante.

Scritto Da Felice Moro il giorno 04 Apr 2017

In quest’articolo si è cercato di mettere in evidenza, attraverso diversi autori della letteratura moderna, il rapporto figlio – madre e madre – figlio. Questo sentimento universale è profondo e duraturo e trascende persino la morte.

Scritto in: Poesie
Scritto Da Felice Moro il giorno 18 Lug 2015

La monografia di Giuseppe (Jose) Serra dal titolo “Gli emigrati di Siligo in terra d’America” nei primi decenni del Novecento è un lavoro storico con una importante valenza sul piano socio-antropologico. E’ il tentativo di ricuperare le storie individuali e familiari di tanti emigrati alla memoria collettiva della comunità. Il flusso migratorio più massiccio ebbe luogo nella seconda decade del secolo, registrando i picchi più alti negli anni 1913 e 1914. Poi ci fu l’interruzione forzata dovuta alla Guerra. Nel Dopoguerra l’emigrazione diminuì notevolmente perché fu contrastata dal Governo fascista di Mussolini. Il Duce voleva che i maschi in età lavorativa restassero in Patria per lavorare la terra onde incrementare la produzione interna e, all’occorrenza, fossero forza disponibile per fare la guerra onde accrescere il potere della Nazione. I migranti sardi appartenevano alle classi polari. Erano lavoratori disoccupati o svolgevano lavori saltuari in agricoltura, pastorizia o bracciantato, che, per scrollarsi di dosso la miseria che li assillava, tentarono l’avventura dell’emigrazione in America. Naturalmente speravano di tornare in Patria dopo essersi arricchiti, in tempi brevi e in modo facile. Ma le cose non sempre andarono come essi speravano. Compivano la traversata oceanica in una ventina di giorni a bordo di piroscafi carichi all’inverosimile di persone, animali e merci. Per pagarsi le spese di viaggio vendettero i loro pochi averi: terreni, case, bestiame e quant’altro possedevano, spesso anche a basso costo, pur da recuperare quel gruzzolo di quattrini necessari per compiere l’avventura. Il viaggio in mare era rischioso, costellato di insidie e patimenti di ogni genere: mare in tempesta, stenti alimentari, promiscuità, vestiti e scarpe vecchi e sporchi perché tanto sarebbero stati contaminati dai fumi delle macchine a vapore. Gli abiti buoni da indossare all’arrivo restavano chiusi in valigia. All’arrivo li attendevano altre peripezie, come la quarantena o altre sorprese peggiori, come il respingimento e il rimpatrio con lo stesso mezzo. Naturalmente sempre a proprie spese!

Scritto Da Felice Moro il giorno 11 Apr 2015

Recensioni di Dr. Giorgio Piras sul libro “Fiori di Campo” pubblicate, rispettivamente, a Marzo 2015 nel settimanale diocesano di Oristano “L’Arborense” e nel settimanale diocesano di Cagliari “Il Portico” N° 15 del 12 Aprile 2015.

Scritto in: Libri
Scritto Da Felice Moro il giorno 08 Gen 2015

“FIORI DI CAMPO” è una raccolta che comprende 86 poesie amatoriali. Alcune di esse trattano lo stesso argomento o tematiche affini, ma in realtà esse sono tutte diverse, come diversi sono i fiori di campo per forma, colore e profumo. Ciascuna ha la sua individualità perché è frutto di un’intuizione originale sempre diversa. Molte sono scritte in sardo, altre in italiano, senza differenze sostanziali nell’efficacia concettuale. Si ritiene che non sia il mezzo espressivo a fare la differenza nei contenuti. Nella poesia ciò che conta è l’originalità dell’intuizione e l’afflato poetico che ciascuna unità sprigiona da sé. Le composizioni scritte in in sardo vogliono dimostrare che questa lingua, pur avendo un universo linguistico minoritario, nella funzione poetica possiede ancora un grande potenziale espressivo, rappresentativo ed evocativo da trasmettere, non inferiore a quello di qualsiasi altra lingua moderna. Questo lo sanno bene tutti quei sardi che non hanno perso il gusto di comunicare i dati dell’esperienza e di cantare i valori della vita nella lingua della loro terra natia, il più grande valore identitario della millenaria cultura dell’antica Sardegna.

Scritto Da Felice Moro il giorno 18 Lug 2013

Le radici cristiane dell’Europa hanno temprato i fattori fondamentali, storici, religiosi, politici e culturali, dei popoli europei. Il nome “Europa” e il suo significato geografico e antropologico deriva dai Greci che diedero al Continente anche il primo sostrato culturale. Le successive stratificazioni culturali sono state l’eredità cristiana, quella latina e quella dell’epoca moderna. Per cercare di comprendere l’importanza e il significato dell’identità dell’Europa, bisogna confrontare la sua realtà con quelle realtà che ne rappresentano i modelli opposti. Una prima opposizione al modello paradigmatico della realtà europea è rappresentata dall’Islam, dove la separazione tra fede e legge, tra religione e diritto tribale, non è mai avvenuta e che non è effettuabile senza che si ritocchi la sua essenza. Su questo punto, invece, la sintesi cristiana distingue tra fede e diritto e dà un ampio margine di esercizio alla razionalità. Altre forze che si oppongono al modello storico dell’Europa sono i modelli totalitari, di destra e di sinistra, nazismo e marxismo. Anche le società moderne occidentali negli ultimi tempi hanno alimentato ideologie funeste. In esse la relativa indipendenza della ragione ha portato alla sua totale emancipazione, a non riconoscere più limiti alla sua presuntuosa sicurezza e con ciò tagliando i ponti con le sue origini e separandosi dalle sue radici. Il modello prevalente risulta quello positivistico che ha, come ultimo criterio valido, quello della razionalità scientifico-sperimentale. Ma allora l’intero ambito dei valori, di ciò che sta “al di sopra di noi” viene a cadere nello spazio che sta “al di sotto di noi”, cioè sulle forze meccaniche della natura che sono sempre disponibili per l’analisi sperimentale. Nella dimensione scientifica, Dio non viene rifiutato, ma semplicemente confinato nell’ambito della cose private. La moderna cultura europea, sotto la spinta dei valori cristiani, ha attuato i suoi valori laici, sociali e religiosi, che la caratterizzano con la separazione tra Stato e Chiesa, la libertà di coscienza, i diritti umani e la responsabilità individuale nell’uso della ragione.