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Scritto Da Felice Moro il giorno 08 Gen 2009

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L’articolo è incentrato sulla storia, struttura e funzioni della Comunicazione. La comunicazione è una relazione che si stabilisce tra due o più … (Clicca sul titolo per continuare a leggere l’articolo)

 

Archive for marzo, 2011

Gustave Flaubert – Madame Bovary – Prima Parte

Posted By Felice Moro on marzo 21st, 2011

(Destrutturazione e ricostruzione sintetica del testo)

Prima Parte

Emma Rouault aveva sposato il medico Charles Bovary, figlio unico, di carattere un po’ freddo, ma, tutto sommato, un bravo uomo, molto affezionato alla moglie. Egli, a modo suo, l’adorava e la colmava di tutte le attenzioni possibili, per quanto poteva essere lecito pretendere da uno come lui, con alcuni difetti di pronuncia in età evolutiva e di personalità in età adulta, cresciuto in mezzo agli agi ma succube dell’influenza invasiva della madre. Questa era una donna di altri tempi, abituata ai sacrifici, ai risparmi, a una vita ordinata per quanto monotona, grigia e ripetitiva potesse apparire ad altri di fuori. Emma era una donna bellissima, con i capelli lunghi, la carnagione chiara e rosea molto soffice, gli occhi grandi bovini molto espressivi, occhi intriganti di un’ammaliatrice che, con il semplice sguardo, fulminava  il cuore pulsante dei suoi amanti. Dopo pochi mesi di matrimonio si era già stancata del marito fino al punto da esclamare in se stessa: Pourqoi je me suis mariée? A fine settembre i coniugi Bovary furono invitati a una festa à la Veaubyessard dal marchese Andervilliers, che era candidato alla Camera dei Deputati.

Era intervenuto alla festa anche il duca di Laverdiere, protetto dal duca d’Artois. Allora era ormai molto anziano, ma da giovane era stato un uomo galante, aveva vissuto a lungo nella Corte reale e si vantava anche di essere andato a letto con le regine. Dopo il banchetto di gala ci furono i balli. Un giovane attirava l’attenzione degli altri parlando in italiano di San Pietro, di Tivoli, del Vesuvio. Il divertimento offrì ad Emma l’occasione per  fare un ballo galeotto con un giovane Visconte. La coppia ballava bene, in maniera leggera, elegante flessuosa tale da suscitare molte fantasticherie galanti (prurigineuses) nella fervida mente della giovane donna. Ella sognava di poter fare un giorno una vita surreale in un ambiente di lusso, di nobiltà e di benessere, magari a Parigi. Elle avait envie de faire des voiages ou de returner vivre a son couvant, dove aveva vissuto da ragazza e dove aveva ricevuto la sua prima educazione dalle suore. Era una donna volitiva dalla psicologia complessa, talvolta ambivalente, che voleva e non voleva, nello stesso tempo, la stessa cosa. Scrive Flaubert: En effet elle southait à la fois mourir e habiter Paris. Per tutte le contraddizioni del suo carattere, Emma diventava sempre più difficile e capricciosa (devenait difficile, capricieuse). Alla fine di febbraio il padre andò a trovare gli sposi. Rouault apporta lui mëme a son gendre un dinde superbe  (un bel tacchino) pour le remercier de sa guérison et resta trois jours (loro ospite) a Tostes.

Ai primi di marzo i coniugi Bovary, dopo quattro anni di soggiorno in questa località, lasciano Tostes e si trasferiscono a Yonville l’Abbaye près del l’arrondissament de Neufchâtel. Le 19 ventöse, an XI (secondo il calendario della Rivoluzione 19/2-20/3), contemplando il panorama che si offriva allo sguardo dalla nuova sede, Emma esclamò: “L’esprit vague plus librement sur cette étandue sans limites, don’t la contemplation vous élève l’âme et donne des idée d’infini, l’ideal”.

Al battesimo della loro figlia Berthe, scrive l’autore “M. Leon chanta une barcarole, Mme Bovary mère, qui etait la marraine, une romance du temps de l’Empire; enfin M. Bovary père exigea que l’on descendït l’enfant et se mit à baptiser avec un verre de champagne qu’il lui versait de haut sur la tëte. Cette dérision du prèmier des sacrements indigna l’abbé Bournisien; le père Bovary repondit par une citation de la Guerre des dieux, le curé voulut partir, les dames suppliaient; Homais s’interposa; et l’on parvint à faire rasseoir l’ecclesiastique”.

Ma il comportamento di Emma era per molti versi sorprendente. “Elle était si triste e si calme, si douce à la fois et réservée, que l’on se sentait près d’elle pris par un charme glacial, comme l’on frissonne (freme) dans les èglises sous le parfum des fleurs mélé au froid des marbre … C’est une femme de grands moyens … disait quelquin … Les bourgeoises  admiraient son économie, le clients sa politesse, les pauvres sa charité ….. Cette robe au plis droits cachait un coeur bouleversé, e ses lèvres si poudiques n’en racontaient pas  la tourmente. Elle etait amoureuse de Leon (le clerc) et elle recherchait la solitude, afin de pouvoir plus à l’aise se délecter en son image.

E poi l’autore continua:  La mediocrité domestique la poussait à des fantasies luxueuses, la tendresse matrimoniale en des désires adultères. Elle aurait volou que Charles la battit pour pouvoir plus justemente le détester, s’en venger (vendicarsi) … Elle avait degoût de cette hypocrisie. Des tentations la prenaient de s’enfuir avec Leon (il seminarista) quelque part, bien loin, pour essayer une destinée nouvelle; mais aussitôt il s’ouvrait dans son âme un gouffre vague, plein d’obscurité. Elle restait brisée , heletante, inerte, sanglotant (singhiozzante) à voix basse e avec des larmes qui coulaient …. Son mal, à ce qu’il parait, etait une manière de brouillard (nebbia) qu’elle avait dans la tëte e le medicins n’y pouvent rien, ni la curé non plus … Puis, après son mariage, ça lui a passaé, dit-on. “Mais, moi, reprenait Emma, c’est après le mariage que ça m’est venu!”.

M. Lèon allait à la ville toutes le semaines, à peu près. Dans quel but? Quoi faire? Homais (il farmacista) supçonnait là-dessous quelques histoire de jeune home, un intrigue. Mais il se trompait: Léon ne poursuivait acune amourette. Plus que jamais il etait triste. Dopo che Léon era partito, Emma sentì un grande vuoto dentro di sé e le venne la voglia di studiare l’italiano, di andare a Parigi. Mme Bovary mère prit parti contre Emma. “A quoi elle s’occupe? A lire des romans, de mauvais livres, des ouvrages qui sont contre la religion e dans lesaquelles on se moque des prêtres par des discours tirés de Voltaire.

Intanto, nel suo ménage sentimentale, compare un giovane di 34 anni, M. Rodolphe Boulanger. Il etait de temperament brutal e d’intelligence perspicace, ayant beaucoup frequenté les femmes qu’il connessait bien. Celle-là lui parut jolie; il y revait donc et, à son mari, il disait: Moi, je les crois très bête. Elle bâille après l’amour comme une carpe après l’eau sur une table de cuisine. Avec trois mots del galanterie, cela vous adorerait, j’en suis sûr!

Rodolfo sottopone Emma all’azione martellante del suo spudorato corteggiamento. Fanno insieme una passeggiata a cavallo nel bosco, che poi si sarebbe rivelata quella fatale, perché durante il suo svolgimento Rodolphe fa la sua professione d’amore. Ed ella, nella scontentezza della vita e nella debolezza della carne, si abbandona al corteggiamento del suo seduttore. Al rientro a casa mentisce al marito. Poi, per giustificare a se stessa prima ancora che agli altri il motivo della sua caduta, si costruisce un alibi psicologico tutto suo, rappresentandosi come la vittima sacrificale di un modello etico e comportamentale erroneo ed ipocrita. In pratica, se ella ha peccato, la colpa non è sua, ma degli altri, della società, della sua condizione esistenziale.

Così Emma, nel delirio della sua passione, si scopre adultera come tante altre donne famose e intraprendenti, personaggi dei libri, protagoniste di romanzi, che ella aveva sempre invidiato. Perciò, anziché sentire il peso del rimorso per il tradimento del vincolo coniugale, prova la soddisfazione della vendetta per condizione che la teneva prigioniera di un’assurda convenzione sociale. L’autore scrive al riguardo: “Elle éprouvait une satisfaction de vengeance. N’avaiti-elle pas assez souffert! Mais elle trionphait maintenant e l’amour, si longtemps contenu, jaillassait tout entier avec des bouillonnement joyeux. Elle savourait sans remords, sans inquiétude, sans trouble”. Dopo la prima caduta, Emma entrò nel turbinio del piacere clandestino, fece l’abitudine a condurre una doppia vita e tornava ai convegni amorosi anche con una certa impudenza. Quando Carlo usciva di casa presto, anche prima dell’alba, per andare a visitare i suoi pazienti, Emma si alzava furtiva e andava à La Houette, da Rodolphe per consumare il suo peccato giornaliero. La frequentazione era diventata così intensa e così paradossale che incominciò a preoccupare lo stesso amante per la sua imprudenza.

Una volta, mentre rientrava a casa alle prime luci dell’alba, incappò contro le canne del fucile di M. Binet, l’esattore, appostato nella sua posta di caccia di frodo alle anatre selvatiche (les canards) che vivevano annidate nelle giuncaie lungo le sponde del fiume. Egli, benché per suo dovere istituzionale fosse preposto alla tutela della legge, era il primo che violava le norme che egli stesso avrebbe dovuto tutelare. Ma, a parte lo spavento ch’ella si era presa da sola e il rimprovero di Benet per quello che poteva succedere per la sua imprudenza;  non tanto di questo si preoccupava Emma, quanto del fatto di essere stata scoperta a quell’ora trafelata di rientro da un convegno clandestino. Per sviare le cose raccontò una patetica quanto inutile bugia, dicendo di essere di rientro dalla casa della balia della figlia. Ciò nonostante ad Yonville tutti sapessero che la bambina non era più dalla balia da tanto tempo, ma era tenuta a casa dalla domestica Félicité. Ma il motivo più grave della sua preoccupazione era la consapevolezza del fatto che Binet era uno di quelli che non sapeva tenere la bocca chiusa, non riusciva a mantenere il segreto.