Privacy Policy
splash
Benvenuto!
Il sito è ancora in costruzione, presto potrai trovare tanti articoli interessanti.
Scritto Da Felice Moro il giorno 08 Gen 2009

http://www.felicemoro.com/breve-storia-della-comunicazione/

L’articolo è incentrato sulla storia, struttura e funzioni della Comunicazione. La comunicazione è una relazione che si stabilisce tra due o più … (Clicca sul titolo per continuare a leggere l’articolo)

 

Elisa Giacone – Recensione del romanzo di Giovanni Azara

Posted By Felice Moro on Dicembre 31st, 2019

La trama

Elisa Giacone è il titolo di un romanzo del Professor Giovanni Azara. Il titolo riporta il nome della protagonista femminile dell’opera. Elisa è l’unica nipote ed erede di Elio Giacone che, dalla condizione del piccolo commerciante per sopravvivere, ha percorso una lunga strada ascendente di rapido successo  economico, passando dal commercio del carbone a quello del sughero. Il commercio del sughero in Sardegna è sempre  stata un’iniziativa importante gestita, per lo più, dagli  imprenditori della Gallura. Elio Giacone ha avuto la capacità e la fortuna d’inserirsi in questa categoria di commercianti privilegiati dalla buona sorte negli affari. Fonda un’impresa commerciale che diventa molto importante e redditizia.

La storia, lunga e complessa, viene da lontano. Inizia nei tempi di miseria e di povertà economica generalizzata, antecedenti la Prima Guerra Mondiale. Elio Giacone, da comune cittadino, per vivere e mandare avanti la famiglia svolge il suo lavoro da piccolo commerciante di uova, galline vive e caciocavallo. Compra la merce a buon prezzo negli stazzi della Gallura, la porta in barcone nella città di Marinaraa (situata nell’arcipelago  maddalenino) per rivenderla nel mercato cittadino. Un giorno fa una conoscenza importante con un compagno di viaggio che si chiama Emilio Solari. Compiono la breve traversata insieme parlando, del più e del meno, intorno alle attività lavorative che  ciascuno di loro svolge ogni giorno. A un certo punto, forse sembrandogli troppo misera l’attività commerciale di Giacone, Solari gli fa una battuta:” Avete mai provato a vendere carbone di legna?”. Elio gli risponde di no e aggiunge che ha sempre preferito trattare con i generi alimentari. L’amico gli consiglia d’intraprendere il commercio del carbone che è molto richiesto sul mercato, sia per i consumi domestici, sia per altre altre attività industriali, per cui consente di realizzare ampi margini di guadagno. In modo particolare gli consiglia il carbone ricavato dalle ciocche di erica, chiamato anche oro nero come altri definivano il petrolio, perché utilizzato dai fabbri per attivare il focolare della forgia nella loro fucina. I due fanno conoscenza con le rispettive famiglie, l’amicizia s’intensifica e si scambiano anche  inviti conviviali.

Ascoltando i consigli dell’amico, Elio incomincia a commerciare il carbone. Gli affari vanno bene, le commesse si moltiplicano e la Ditta Giacone va incontro a un progressivo sviluppo. L’attività industriale si consolida e si assesta a livello produttivo ottimale.

Quando fiuta un probabile calo del prezzo del carbone, Elio cambia attività e incomincia a intraprendere il commercio del sughero. A quei tempi  i commercianti di sughero in Gallura facevano affari d’oro. L’impresa Giacone espande il suo sviluppo ulteriormente. Gli affari vanno a gonfie vele, l’azienda si arricchisce e si consolida. Allora si pone il problema dell’investimento del grande capitale. Per investire i  guadagni,  Elio acquista diversi negozi di abbigliamento in Sardegna e a Roma, e li affida in gestione a persone di sua fiducia. Si moltiplicano gli affari, cresce la ricchezza , si consolida la proprietà. Elio costruisce una grande casa, con tutti i confort per sé e per i due figli, entrambi sposati con donne romane, Carlo con Francina, Raimondo con Susanna. Questi ultimi non hanno figli. Invece, dal matrimonio di Carlo con Francina nasce lei, Elisa, figlia unica, intelligente, coccolata, bene educata, indirizzata agli affari fin da piccola. Ella compie il suo primo tirocinio imprenditoriale come collaboratrice nell’amministrazione dell’azienda di  famiglia diretta dal nonno Elio. Ma la famiglia vuole che lei abbia una formazione culturale completa, perciò la ragazza frequenta, prima la scuola media nell’isola, poi l’Istituto Magistrale a Roma, dove consegue il diploma di abilitazione magistrale, ma non esercita mai la professione di maestra. Ella preferisce fare la  dirigente  d’azienda  del grande patrimonio familiare.

Intanto giunge la guerra e con essa piovono le bombe che portano distruzione e morte ovunque, tra i soldati arruolati nelle forze armate e anche tra la popolazione civile. Le città si svuotano, le case vengono abbandonate dagli abitanti in fuga per sfuggire alle bombe, gli sfollati si rifugiano in alloggi di fortuna nei villaggi e nelle campagne. Anche gli abitanti di Marinara, compresi i membri della famiglia Giacone, abbandonano la città e si rifugiano negli stazzi della vicina Gallura.

Per le difficoltà di approvvigionamento dovute agli eventi bellici vengono a mancare il pane, la pasta e gli altri generi di prima necessità, per cui la gente sperimenta il bisogno, le privazioni e la fame. Lo Stato ricorre al sistema dell’ammasso delle derrate alimentari e alla tessera annonaria per un’equa distribuzione dei viveri tra la popolazione civile. Inoltre, per affrontare le necessità della popolazione, requisisce parte delle risorse sovrabbondanti dei privati, i quali, per non lasciarsi sottrarre le scorte di vivande, nascondono la merce in mille modi diversi. Per procacciarsi gli alimenti molti ricorrono ai sotterfugi del mercato nero. Si creano spostamenti della popolazione, disagi e disordini sociali. In questo marasma generale le amiche e vecchie compagne di scuola di Elisa: Milena, Lina e Rosa scompaiono dalla vita del paese e non si sa che fine abbiano fatto. Elisa le cerca dappertutto e, con la collaborazione di esperti investigatori, viene a sapere che esse hanno preso una brutta strada. Allora decide di salvarle a tutti i costi dalla perdizione. Le cerca, le trova e le convince ad accettare, prima l’ospitalità della sua famiglia, poi la sistemazione abitativa in locali della loro nuova grande casa, assumendole a lavorare come collaboratrici nelle molteplici attività commerciali dell’impresa familiare. Un aspetto particolare da mettere in evidenza in questa storia è la generosità di questa famiglia. Infatti,  diventati ricchi imprenditori, i Giacone non sono i soliti egoisti, avidi e insaziabili  di ulteriori ricchezze da tenere tutte per per se stessi, ma sono buoni d’animo, amano il prossimo per cui decidono di svolgere attività benefiche e filantropiche a favore dei poveri e degli emarginati. Elio Giacone e i figli, Carlo e Raimondo e la nipote Elisa sono persone buone d’animo, generose e vogliono fare del bene a tutti quelli che si trovano in difficoltà.

Nel racconto del romanzo, il capostipite Elio e l’intraprendente nipote, Elisa, sono le figure più importanti della storia di questa famiglia che, inizialmente viveva, come tante altre, nella mediocrità della vita provinciale; poi, per meriti personali e colpi della fortuna, ha realizzato un piccolo impero economico e, contestualmente,  ha compiuto una notevole ascesa sociale.  La famiglia si è arricchita in poco tempo grazie al commercio, nelle cui attività hanno collaborato attivamente anche i figli, Carlo e Raimondo, le loro mogli e  gli altri componenti del clan familiare. L’evoluzione economica e lo status sociale della famiglia ha fatto importanti progressi  negli affari e ha migliorato la qualità della vita delle persone. Col passare del tempo e con il mutare delle circostanze, Elisa assume sempre più un ruolo determinante nella ditta Giacone. E’ quasi costretta dalle circostanze ad assumersi le responsabilità manageriali dell’impresa. Il nonno Elio invecchia e diventa sempre meno adatto a muoversi, a occuparsi dei molteplici problemi della proprietà immobiliare che possiede nell’isola e nella Capitale. Il padre Carlo muore in un incidente causato dall’improvviso crollo di un muro in una delle loro case di Roma.

A questo punto non possiamo sottrarci dal fare una considerazione di carattere generale: la famiglia Giacone è stata molto fortunata negli affari; ma la stessa cosa non può dirsi nel potenziamento della componente umana della famiglia. Anzi, a questo riguardo, si può dire che essa evolve in direzione opposta al successo economico e al tenore della vita familiare. Infatti, come cresce la ricchezza e i Giacone si trasferiscono nella Capitale per condurre una vita più agiata tra la borghesia cittadina, inizia il declino della  famiglia stessa. Proprio allora, ahimè, incomincia la parabola discendente del clan Giacone. Proprio allora incomincia a diminuire il numero dei componenti del clan per la lenta estinzione degli adulti, non compensata dal ricambio di nuove nascite. Alla fine resterà lei, Elisa, l’unica  sopravvissuta, imborghesita nella civiltà urbana della grande città. In età matura intraprende una relazione amorosa con un giovane marinaio, Salvino, già sposato, separato dalla moglie e in attesa della legge sul divorzio per poter sposare Elisa. Purtroppo muore  prima dell’approvazione della legge, prima che la coppia possa coronare il suo sogno d’amore. Comunque, dalla loro relazione era nata la figlia, Salvina, che crescerà senza la figura del padre. Sarà la madre  guidarla nella crescita e nel processo della sua formazione, portandosi dietro l’eredità materiale e morale della stirpe Giacone.

Valutazione sintetica

La storia del romanzo è impostata  sull’ascesa economica e sull’evoluzione umana di una famiglia gallurese del secolo scorso. La trama del racconto è ricca di avvenimenti e molto articolata al suo interno. Si tratta di una saga familiare, già lunga e complessa in se stessa, in cui s’inseriscono a grappolo tante altre storie minori  e parallele con altri personaggi che spesso rappresentano figure emblematiche della comunità, come il prete don Capello o il maresciallo dei carabinieri Koda. I personaggi e le vicende nella scena crescono, s’infoltiscono e si complicano continuamente. Ma tutti i fatti  sono sempre collegati, in qualche modo, alla storia principale della famiglia Giacone.

L’opera è molto ricca di fatti, di avvenimenti e di storie, che si susseguono a ritmo intenso e incalzante, dove c’è il rischio che al lettore sfugga sempre qualcosa. In ogni pagina c’è una sorpresa da scoprire. Le figure che si avvicendano e si aggrovigliano sulla scena sono moltissime e ciascuna di loro ha il suo carattere,  il suo temperamento, a volte pacato e razionale, a volte impulsivo e sanguigno, per cui, in certi momenti si lasciano vincere dall’impulso del piacere passionale.

Un po’ tutte le figure presenti e, in modo particolare, i protagonisti principali, Elio ed Elisa, nonno e nipote, sono animati di buoni sentimenti verso gli altri e di sincero amore verso il prossimo, verso i più deboli e i diseredati, nei confronti dei quali svolgono rilevanti attività caritatevoli e  filantropiche. Il libro canta un’epopea economica, sociale e antropologica, l’era storica e culturale del  del ventesimo secolo.

Articoli Correlati
Nella categoria: Teologia

Lascia un Commento