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Scritto Da Felice Moro il giorno 08 Gen 2009

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L’articolo è incentrato sulla storia, struttura e funzioni della Comunicazione. La comunicazione è una relazione che si stabilisce tra due o più … (Clicca sul titolo per continuare a leggere l’articolo)

 

Posts Tagged ‘comunicazione verbale’

La Comunicazione Verbale Nella Sua Duplice Forma: Orale e Scritta

Posted By Felice Moro on Gennaio 24th, 2009

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La comunicazione verbale può essere fatta nella sua duplice forma, orale o scritta.
La comunicazione orale è formata dalle parole che, disposte secondo un certo ordine grammaticale e sintattico (soggetto, predicato, complemento o espansione) corrispondente a un certo ordine strutturale e semantico, compongono le frasi aventi forma corretta e senso compiuto.
Ogni parola è composta da uno o più suoni, ciascuno dei quali prende il nome di fonema. Perciò si può dire che il fonema è la più piccola unità fonica della parola emessa con una sola emissione di voce. Facendo la trascrizione grafica del fonema si ottiene il morfema che è la più piccola unità grafica della parola scritta.
Più fonemi fusi insieme formano la parola parlata, più grafemi uniti insieme formano la parola scritta.
Il discorso sull’ analisi fonematica delle vocali (sonanti), ciascuna delle quali può essere pronunciata in maniera indipendente da altri suoni, e delle consonanti che, per essere pronunciate, devono necessariamente  appoggiarsi ad una vocale, costituisce una branca della linguistica che potrebbe interessare soltanto a pochi specialisti e studiosi della disciplina. Noi, in un discorso di sintesi, ricordiamo soltanto alcune regole essenziali, la cui conoscenza é indispensabile al comune cittadino per la produzione corretta della lettura e della scrittura. In modo particolare ricordiamo che la fusione dei suoni necessaria per la fluida pronuncia delle parole viene chiamata coarticolazione fonemica che unisce, in un’unica curva fonica, le unità discrete dell’ortografia e delle sillabe; mentre il processo opposto, di separazione fonematica dei suoni o delle sillabe, prende il nome di segmentazione fonemica o sillabica.
Entrambe le operazioni devono essere apprese durante il primo processo di alfabetizzazione strumentale del bambino, nonché tutte le volte che sia didatticamente necessario per alfabetizzare un individuo nelle diverse fasi, anche tardive, dello sviluppo. Questo accade spesso se il discente  é un soggetto portatore di handicap o se soffre di disturbi dell’apprendimento: dislessia, disgrafia, discalculia. Le abilità linguistiche, una volta apprese e ben fissate nella mente, creano un percorso strutturale, neurologico e fono-articolatorio, che genera un automatismo funzionale, nel senso che, al bisogno, viene attivato automaticamente producendo il normale linguaggio verbale.
Intanto appare più opportuno concentrare l’attenzione sul più comune processo di trasformazione  intermodale del linguaggio scritto in linguaggio orale, fenomeno questo che dà luogo alla lettura;  e, viceversa, di commutazione del linguaggio orale in linguaggio scritto  che dà luogo alla scrittura.
La lettura infatti è la decodificazione di un testo scritto a caratteri simbolici che rimandano ai corrispondenti suoni e ai relativi significati, parziali o globali.
La scrittura invece fissa con simboli grafici i corrispondenti suoni e codifica i significati parziali delle parole, il senso della proposizione e il significato globale del testo.
L’individuo sufficientemente alfabetizzato utilizza normalmente entrambi i codici in maniera intercambiabile, anche se il processo di codificazione scritta richiede il possesso di competenze cognitive e di abilità verbo-formali più complesse del processo di decodificazione della lettura e della produzione del linguaggio orale.
Qui però entrano in gioco, non soltanto il processo di apprendimento della lettura e della scrittura, ma anche altre abilità cognitive di base: senso-percettive, motorie, spaziali, iconico-figurative e simboliche, che costituiscono i prerequisiti indispensabili per lo sviluppo del linguaggio. Se alcune di queste mancano o sono insufficientemente sviluppate, l’apprendimento del linguaggio ne risentirà e la comunicazione sarà  difettosa. E quel che é peggio é il fatto che, dato lo stretto rapporto che esiste tra linguaggio e pensiero, il difetto del del primo si riflette negativamente nel dinamismo del pensiero e nel processo ideativo della mente.

La Comunicazione Non Verbale

Posted By Felice Moro on Gennaio 10th, 2009

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Nell’articolo precedente è stata esaminata la funzione della comunicazione nella sua prospettiva storica. In quest’articolo inizieremo a focalizzare l’attenzione sulla struttura della Comunicazione.
La Comunicazione non verbale

La comunicazione non verbale è la forma più antica,  più semplice e  più univoca per interagire, mandare o ricevere messaggi tra gli esseri umani. Ha a disposizione diversi mezzi significanti come possono essere i gesti, i segni, i segnali, le figure, i suoni, le luci, le voci, i colori o altri simboli convenzionali che rimandano ad un significato ben preciso, universalmente inteso da tutti. L’esempio classico è dato dal semaforo. In ogni città e nazione del mondo,  automobilisti e pedoni sanno che negli incroci stradali hanno diritto di passare quando appare il disco o l’omino verde e, a certe condizioni, possono passare col giallo; ma tutti sanno che c’è il divieto assoluto di passare col rosso.

In fondo tutta la segnaletica stradale,  formata da un insieme di segnali che indicano obblighi, divieti, pericoli, diritti e doveri di precedenza, direzioni, indicazioni di diverso tipo, altro non é che un grande corpo semiotico universale, un vocabolario estemporaneo, fatto, non di parole, ma di segnali che tutti dovrebbero conoscere e rispettare.

La stessa cosa si può dire in tanti altri contesti nei quali i segnali non verbali regolano le norme di comportamento dei cittadini che fruiscono dei servizi messi a disposizione del pubblico, quali:

  • il vigile urbano che, con i segnali della mano, dirige il traffico cittadino;
  • le torri di controllo degli aeroporti mandano segnali luminosi per regolare l’atterraggio e il decollo degli aerei sulla pista;
  • nelle stazioni ferroviarie e delle linee metropolitane i pannelli con i segnali luminosi indicano i treni, gli orari di partenza o di arrivo, le stazioni di fermata;
  • i cenni di assenso o di dissenso tra due o più persone sono sufficienti a compiere o non compiere certi atti, a porre in essere o meno certe azioni;
  • un comune cenno del genitore al figlio o del maestro all’alunno o il semplice cambiamento del tono della voce sono sufficienti per ottenere l’obbedienza o riportare l’ordine nella classe;
  • gli innamorati hanno un mutuo linguaggio inarticolato o gestuale che li mette perfettamente in comunicazione tra di loro, anche nelle emozioni più recondite, senza profferir parola;
  • una bandiera rappresenta il simbolo di uno stato;
  • le opere d’arte parlano con le forme, l’armonia, l’eleganza, l’equilibrio, l’espressione dei volti e dei colori. Pertanto in architettura, che cosa ci può essere di più maestoso del Partenone o della Basilica di San Pietro in Vaticano? In scultura, che cosa ci può essere di più meraviglioso delle statue della Pietà o del Mosè di Michelangelo? In pittura, che cosa ci può essere di più espressivo dell’ Ultima Cena o della Gioconda di Leonardo? In Musica, chi può superare le solenni armonie della musica sacra di W. A. Mozart o di J. S. Bach?
  • l’universo dei colori crea una grande varietà di simboli, talvolta con significati opposti tra di loro. Generalmente vengono distinti i colori caldi come il rosso, l’arancione e il giallo, dai colori freddi come il blu, il verde, il viola e la loro mescolanza produce i colori secondari che conferiscono fascino alle tavolozze dei pittori e scorci lirici alle metafore dei poeti. Inoltre essi creano un vasto universo simbolico pratico perché tutti sanno che il nero è il colore del lutto, il bianco è il simbolo della purezza, il verde è il simbolo della speranza e dell‘ecologia moderna, mentre il rosso può essere il simbolo dell‘amore o del martirio, della festa o di una determinata ideologia politica;
  • una serie di altri significanti impiegati in altri contesti rimandano ad altrettanti significati ben precisi.