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Scritto Da Felice Moro il giorno 08 Gen 2009

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L’articolo è incentrato sulla storia, struttura e funzioni della Comunicazione. La comunicazione è una relazione che si stabilisce tra due o più … (Clicca sul titolo per continuare a leggere l’articolo)

 

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Fatti e notizie:”La Sardegna nel Tempo” di Felice Moro, Recensione di Dr. P. Picciau

Posted By Felice Moro on 10 Ottobre, 2011

Si riporta qui di seguito il testo della recensione sul libro “La Sardegna nel Tempo” di Felice Moro , fatta da Dr. P. Picciau sul quotidiano “L’Unione Sarda” del 29.09.11.

Dopo anni di insegnamento si occupa ancora di studi e ricerche educative. Il suo ultimo libro – “La Sardegna nel tempo. La storia essenziale dell’Isola e la Carta de Logu” (Grafica del Parteolla, 398 pagine, 20 euro) – ha uno scopo che spiega e giustifica la sua fatica di autore: la divulgazione. Felice Moro, operatore scolastico in pensione, alla didattica non poteva non pensare quando ha ideato e scritto il libro (14 capitoli con un’appendice sulla Carta de Logu) per i protagonisti della scuola ma anche per lettori comuni «che hanno il piacere della lettura e conservano il gusto per la conoscenza».

Moro lo anticipa nell’introduzione: “Il lavoro è nato fuori dagli ambienti accademici ed è tratto dalle esperienze dirette e indirette compiute dall’autore nel campo dell’insegnamento scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari alle secondarie superiori”. La preparazione è stata lunga e ha comportato un notevole sforzo organizzativo per “ricomporre il vasto mosaico della materia in tessere ordinate al suo interno”. La necessità di sintesi ha imposto in diversi casi il ricorso a brevi profili schematici “sia dei grandi eventi collettivi, sia delle figure o delle opere dei personaggi più rappresentativi del panorama culturale isolano”.

La chiarezza e la semplicità del linguaggio sono alcune delle caratteristiche del volume che propone un viaggio di cinquemila anni: dalla preistoria ai problemi più importanti della seconda metà del Novecento. La mappa proposta da Moro è un’architettura storiografica “impostata sull’asse cronologico del tempo”, mentre quella concettuale “è stata sviluppata in senso orizzontale seguendo il metodo che mette in evidenza i concetti più importanti, partendo dai quali si possono recuperare facilmente i concetti secondari e le nozioni particolari”. Il cammino dello storico non dimentica fatti e personaggi piccoli e grandi: dagli influssi nell’isola delle civiltà semitiche all’esperienza della dominazione romana, dagli aspetti più importanti dell’Alto Medioevo (nell’età bizantina tra il VI e IX secolo) al sorgere e all’affermarsi del quattro giudicati come entità statuali autonome. Due i capitoli riservati alla dominazione aragonese, iniziata nel 1323, e agli eventi storici avvenuti durante la dominazione spagnola, dal 1489 al 1714. Con il lungo periodo della presenza sabauda in Sardegna (dal 1720 fino alla fusione con gli stati di terraferma, avvenuta alla fine del 1847), Moro rievoca anche la figura carismatica di Giovanni Maria Angioy, tra i protagonisti della “rivoluzione sarda” nel triennio 1793-1796.

Il libro affronta poi il problema della “formazione della proprietà perfetta (o privata), promosso dal governo sabaudo nel Settecento”, l’abolizione del feudalesimo e le conseguenze “politiche, economiche e sociali della fusione del 1847 e dei tentativi fatti per riottenere quell’autonomia a suo tempo rinnegata a cuor leggero”. Il dopoguerra e la storia del fascismo accompagnano i lettori fino ai temi attuali dello sviluppo. (p. p.)

Da L’Unione Sarda del 29/09/2011

La recensione sul libro “La Sardegna nel Tempo” di Felice Moro fatta dal Dott. Giorgio Piras in occasione della presentazione dell’opera a Tiana il 09.07.11

Posted By Felice Moro on 9 Agosto, 2011

Viene riportata qui di seguito la recensione sul libro “La Sardegna nel Tempo” di Felice Moro fatta dal Dott. Giorgio Piras sul settimanale L’Arborense di Oristano nell’ultimo numero del mese di luglio 2011.

“Si è svolto il 9 luglio scorso, nella sala polivalente del Comune di Tiana, la presentazione dell’Ultimo libro di Felice Moro «La Sardegna nel tempo. La storia essenziale dell’isola e la Carta de Logu» (Edizioni Grafica del Parteolla).

Ha coordinato i lavori l’Assessore alla cultura del Comune, Katia Zedda, sono intervenuti, oltre all’autore, il Sindaco di Tiana, Bruno Curreli, l’editore del volume Paolo Cossu e Giovanni Murgia, storico dell’Università di Cagliari, in qualità di relatore. All’incontro ha preso parte anche il Presidente dell’Amministrazione provinciale di Nuoro, Roberto Deriu.

Si dice che un libro non lo si può presentare senza dire alcune cose essenziali sull’autore, ciò è stato in questa occasione, più che mai vero. Tiana è il paese natale di Felice Moro, è stato, quindi, inevitabile che l’avvenimento assumesse un carattere a metà strada tra l’ufficiale e l’amarcord.

L’intervento del sindaco è stato piuttosto informale. Essendo stato egli stesso alunno dell’allora Maestro Moro, ha preferito rievocare ricordi di carattere personale piuttosto che intrattenersi su aspetti istituzionali.

Il sindaco Curreli ha brevemente ricordato il percorso biografico e professionale dell’autore, da quando, ancora ragazzo collaborava in famiglia allo svolgimento delle attività tradizionali, allora prevalenti, fino alla scelta coraggiosa e, per quei tempi, rivoluzionaria, di spezzare le regole imposte ed intraprendere gli studi.

Questo è, probabilmente, uno dei maggiori meriti riconosciuti a Felice Moro: quello di aver creato una discontinuità nelle regole ferree della cultura agropastorale. Quella tradizione che, se per certi versi ha rappresentato per i sardi, un recinto che garantiva una protezione contro il nuovo e lo sconosciuto (nella Sardegna centrale è ancora frequente il riferimento a “su connottu” con una accezione di quasi sacralità) per altri ha costituito una barriera pressoché insormontabile verso il cambiamento. Negli anni 50 e 60 del secolo scorso, chi aveva l’avventura di nascere in un piccolo paese della Sardegna, aveva un percorso di vita che, direbbero gli statistici, era altamente prevedibile: o si rimaneva in paese ad attendere alle attività tradizionali, oppure si emigrava verso il nord Italia o all’estero in cerca di “fortuna”.
Felice Moro ha dimostrato che esisteva una terza via: quella dell’impegno nello studio; che questo poteva essere un modo per riscattarsi da un destino già segnato. In questo senso egli ha tracciato un strada che molti, dopo di lui, hanno seguito, anche grazie al suo esempio.

I punti principali del volume sono stati commentati nel corso della relazione del Prof. Giovanni Murgia. Si tratta di un lavoro a carattere storico con un taglio prettamente didattico. L’opera offre un quadro essenziale, organico ed unitario della storia della Sardegna, abbraccia un lungo arco di tempo e, al suo interno, comprende una serie di epoche politiche e storiche differenti, dall’era prenuragica alle rinascite fallite passando per le dominazioni succedutesi nell’isola: fenici, cartaginesi, romani, vandali, bizantini, aragonesi, spagnoli, austriaci e infine la “fusione perfetta” con il regno piemontese e con la storia dell’Italia.

Il libro di Felice Moro non è però solo un libro sulla Sardegna; è un libro anche – anche non nel senso di secondariamente – sui Sardi. La chiave di lettura dell’intera opera è, probabilmente, contenuta
nell’introduzione al volume che citiamo testualmente: “Il tempo attuale è caratterizzato dalla spinta di due forze dinamiche contrapposte, l’innovazione e la conservazione, che, per natura configgono ma, per esigenze contingenti, sono obbligate a convivere e a integrarsi a vicenda.

L’innovazione tende a realizzare il cambiamento e il progresso, mentre la conservazione tende al mantenimento del proprio sistema di vita, della propria lingua, della propria storia e della propria cultura come risorse autentiche e segni inconfondibili della propria identità. In fondo esse sono due categorie fondamentali, due facce della stessa medaglia, del complesso e contradditorio sviluppo di questo primo scorcio del terzo millennio, in Sardegna come altrove”.

Si tratta, in conclusione, di un lavoro che ha, tra gli altri, un grande pregio: scegliendo espressamente di trattare l’argomento su due livelli – uno scolastico, e l’altro storico-teorico, il testo, concilia due esigenze che l’editoria scolastica riesce a conciliare sempre meno, lo spessore scientifico e la resa didattica. I due livelli consentono al lettore di spianare con relativa facilità questioni molto ardue che, nel caso specifico, si distendono sui fatti e gli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita dei sardi degli ultimi cinquemila anni”.

Giorgio Piras

Presentazione del libro “La Sardegna nel Tempo” Nuoro 14.04.2011

Posted By Felice Moro on 9 Agosto, 2011

Si presenta qui di seguito la recensione sul libro “La Sardegna nel Tempo” di Felice Moro fatta dal Dott. Natalino Piras e pubblicata dal quotidiano “La Nuova Sardegna” in data 13.04.2011, in occasione della presentazione dell’opera al pubblico presso la Biblioteca “Sebastiano Satta” di Nuoro, avvenuta il giorno 14.o4.2011.

Felice Moro ripercorre «La Sardegna nel tempo»

La lunga storia dell’isola in un nuovo saggio didattico dell’ex dirigente scolastico

NUORO. «La Sardegna nel tempo. La storia essenziale dell’isola e la Carta de Logu» di Felice Moro (Edizioni Grafica del Parteolla). È il libro che verrà presentato giovedì pomeriggio alle 18,30 nell’auditorium della biblioteca Satta. Presente l’autore, coordinamento di Tonino Cugusi, la relazione verrà fatta da Natalino Piras. L’iniziativa è del Consorzio per la pubblica lettura Satta in collaborazione con l’Associazione nazionale educatori benemeriti. Un percorso storico, dalla preistoria ai giorni nostri, raccontato attraverso 398 pagine, appendice fotografica compresa, con taglio chiaramente didattico.  Felice Moro è stato per lungo tempo insegnate e dirigente scolastico e ha al suo attivo diverse pubblicazioni specie sul recupero e sull’integrazione di ragazzi portatori di handicap. In questo lavoro a carattere storico riversa tutta la sua passione per la ricerca, per l’esposizione, per il dettaglio.  Non manca quasi niente della plurimillenaria storia dei sardi, dall’era prenuragica alle rinascite fallite passando per le dominazioni succedutesi nell’isola: fenici, cartaginesi, romani, vandali, bizantini, aragonesi, spagnoli, austriaci e infine la “perfetta fusione” con il regno piemontese e con la storia dell’Italia unita e disunita.  Punti nodali della ricostruzione operata da Felice Moro sono l’età giudicale, specie il rennu di Arborea, il pensiero amministrativo giuridico insito nella «Carta de Logu», al tempo di Mariano IV e di sua figlia Eleonora, tra il XIV e XV secolo. Il corpus di quelle leggi redatte in lingua sarda e che saranno in vigore sino allo Statuto albertino, nell’Ottocento, contengono in nuce i fondamenti di un pensare autonomistico poi ammodernato da Giovanni Battista Tuveri e Giorgio Asproni.  È per questo che Felice Moro dedica la parte conclusiva del libro ai titoli più significativi della “Carta”: ordinamentos de silvas, de laoris, de salarios, de vingias. Il metodo utilizzato è quello del ricucire sapientemente le parti e commentarle alla luce della storia contemporanea. Si avverte la valenza didattica. Felice Moro scrive con buona capacità di sintesi basata sulla conoscenza dei classici, storici, storiografi, geografi, viaggiatori, ricercatori, poeti e romanzieri che nel corso del tempo hanno attraversato le contrade dell’isola. È come accordare al nostro tempo le loro voci. 13 aprile 2011