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Scritto Da Felice Moro il giorno 08 gen 2009

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L’articolo è incentrato sulla storia, struttura e funzioni della Comunicazione. La comunicazione è una relazione che si stabilisce tra due o più … (Clicca sul titolo per continuare a leggere l’articolo)

 

Un saggio di Felice Moro dedicato alla scuola …e oltre: “La Sardegna nel Tempo”

Posted By Felice Moro on agosto 9th, 2011

Con questo titolo, il Prof. Alberto Caocci, storico, giornalista e saggista, esordiva nella recensione fatta al libro “La Sardegna nel Tempo” di Felice Moro pubblicata nel settimanale “L’Ortobene” di Nuoro in data 10 aprile 2011.

“A prima vista la recente fatica del direttore didattico Felice Moro, La Sardegna nel Tempo (Grafica Parteolla, Dolianova, 2010, pp. 44, Euro 20) potrebbe apparire l’ennesimo libro di storia sarda e, per i lettori più superficiali e sprovveduti, addirittura un velleitario tentativo di recare altri vasi a Samo. Indubbiamente le vicende storiche della nostra regione si dipanano per tutte le pagine di questo corposo e documentato lavoro (sono oltre 120 le fonti elencate nella bibliografia), che tuttavia si distingue dagli altri per l’esposizione piana e accessibile a fronte di tante ( troppe) opere consimili che, seppure firmate da indiscutibili specialisti della materia, paiono talora scritte in forma autoreferenziali, quasi fossero destinate solo agli addetti ai lavori e non, come sarebbe invece doveroso, al grosso pubblico.

Altro elemento distintivo è la finalità didattica dell’opera, che si prefigura di delineare un panorama generale della storia isolana per essere utilizzato come strumento di primo approccio alla materia, fruibile sia nelle scuole sia in prospettiva più ampia nella società degli adulti. Avendo speso un’intera vita nella scuola e per la scuola e scritto (per l’Editore Angeli di Milano) diverse pregnanti opere sulla scuola, Felice Moro non poteva che rivolgersi innanzitutto ai giovani, senza peraltro escludere dalla lettura del suo pregevole saggio i comuni lettori che hanno il piacere della lettura e conservano il gusto per la conoscenza, oltre a provare un’affettuosa curiosità verso le vicende antiche e moderne della propria terra.

Le preoccupazioni pedagogiche sottendono anche l’articolazione di quella che il sottotitolo del volume definisce storia essenziale dell’Isola; in effetti, tenendo conto delle variegate particolarità e delle specifiche esigenze che sono proprie al mondo della scuola (linguaggio, metodi di apprendimento e di ricerca, obiettivi didattici e cognitivi, stili espositivi, analisi, rielaorazione domestica, sintesi … i contenuti si ampliano e si sviluppano progressivamente; prendono infatti le mosse da un approccio iniziale alla materia molto sobrio e lineare (chiaramente riscontrabile nei primi capitoli del volume) fino a toccare livelli più intensi e coinvolgenti nella seconda parte. Particolarmente apprezzabile, a questo proposito, l’inserimento in Appendice di un’esuriente sintesi della Carta de Logu, promulgata da Eleonora d’Arborea  nel giorno di Pasqua del 1392 e rimsta in vigore nell’Isola per oltre 430 anni finché non venne sostituita dal Codice Feliciano nel 1827.

E’ lo stesso Autore a precisare che questo lavoro di sintesi dei contenuti e di commento viene fatto in italiano, per dare più chiarezza ai contenuti e maggiore fluidità al discorso generale, mentre per dare al documento il dovuto risalto storico, linguistico e filologico, alcune norme sono riportate nel testo originale, in lingua sarda arborense; un metodo che ci pare ineccepibile e più coinvolgente. Gli insegnanti conoscono bene un annoso problema della scuola sarda: mentre abbondano i testi di storia della Sardegna, si possono contare solo sulle dita di … mezza mano quelli che sono stati scritti e, soprattutto, concepiti per la galassia che ruota intorno alla scuola: i giovani, innanzitutto, ma anche i loro educatori , le famiglie e chiunque si occupi di educazione. Il libro di Felice Moro si colloca decisamente fra queste felici eccezioni: non solo per la citata semplicità del linguaggio espositivo ( che non scivola per altro nel banale) ma anche per gli stimoli alla riflessione e alla rielaborazione personale dei contenuti, non trascurando la rigorosa ( e necessaria) linea del tempo”.

Alberto Caocci

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